La Critica
Nonostante il suo carattere riservato, il disprezzo per ciò
che
non è genuino e sincero, che lo ha portato a lavorare
appartato senza
clamore, non lo ha però isolato dall'ambiente artistico,
Bolognese
in primis. I pareri dei critici sono sempre stati positivi,
a dispetto del suo rifiuto dei canali commerciali diversi da un rapporto
diretto col pubblico delle sue mostre.
Hanno scritto di lui:
Nato a Lecce il 20 gennaio 1913, Umberto Minnella
può
essere considerato un bolognese. Sin dall'infanzia, infatti, risiede
nella citta felsinea, ed è qui che ha ricevuto gli
insegnamenti
artistici.
Completamente integrato nella migliore tradizione culturale bolognese,
Minnella si applica con passione all'attività artistica,
cui
dedica completamente la propria esistenza.
tratta con la stessa passione la figura, il paesaggio, i fiori. sempre
nella tradizione figurativa, che era e rimane il filo conduttore delle
sue opere. Con vivo senso autocritico riesce ad essenzializzare la
tavolozza ed il disegno, giungendo a creare atmosfere nelle quali la
poesia regna sovrana. E questo senza ignorare o
negare
quelle ansie e quei dolori che vengonpo dal circostante mondo
reale, e senza respingere quelle sollecitazioni che premono
su
ogni uomo che viva consapevolmente il suo tempo.
Dai fondi chiari di una trascorsa stagione il pittore è
passato,
nelle sue tele più recenti, al rapido fluire dei bruni, di
ocre,
a più febbrili e sensitivi impasti di colori.
Con la modestia che lo distingue, Minnella si autogiudica
così: "Ho cominciato a dipingere in età avanzata,
ho
lavorato e lavoro molto nell'intento di recuperare ". In
realtà
non ha "recuperato" soltanto, ma ha fatto balzi giganteschi .
Ora è un pittore affermato, le cui opere -oltre che in
Italia-
sono presenti in raccolte pubbliche e private di Truyllo
(Repubblica Domenicana), San Paolo e Campos de Jordao (Brasile), Lima e
Tacna (Perù), Brazzaville (Congo). Il suo principale merito
artistico è l'immediata leggibilità delle forme,
che si
accompagna ad una rara dolcezza e a una più che appropriata
tonalità dei colori.
Una pittura emotivamente perfetta, verista nel senso
moderno, accessibile. Che lascia poco all'immaginazione
fantastica, ma nel contempo ci avvince e ci fa meditare, "scritta" con
eleganza descrittiva e vivacità di colore, cui fanno
riscontro
delicate trasparenze di toni .
Minnella ha dimostrato - specie nelle opere più recenti - di
aver raggiunto una non comune maestria, una notevolissima
capacità artistica, una "maturità"
assai rara da trovarsi tra gli artisti di oggi.
La sua molla segreta è la grande passione che lo spinge
verso l'Arte, un grande cuore e l'amore per le cose del mondo.
Osservando le sue opere si nota subito he sono veramente sentite, che
ci ha messo l'anima. Al di fuori e al di sopra dei manierismi
commerciali.
E' l'arte per l'arte, la pittura per la pittura. Senza
leziosità inutili, anche se con accuratezza.
Di strada ne ha già percorsa molta . E in fretta siamo certi
che
ne percorrerà dell'altra. E la pittura italiana
potrà
vantare un maestro in più.
Nicola Orsini
su Epoca di natale 1973
Fiori. Appassiti o succuleenti, in angoli di penombra o
nella
luce acida di finestre velate. Minnella ripropone di tela in
tela
con umile affetto, colori
che si disciolgono nella polvere e nell'umido, e colori che
improvvisi si affacciano a porgere un loro particolare gesto di
giovinezza-
G.C. su Il Gior4nale
d'Italia 21-22 Gennaio 1970
U. Minnella dovrebbe dedicarsi soltanto al
ritratto e alla figura, eliminando i fiori e perfezionandosi nel
paesaggio. Caso raro di un artista bravo laddove la maggioranza degli
altri pittori tradizionali trova difficoltà. E' una
qualità di cui deve approfittare, abbandonando le scorie del
cattivo gusto. Guardate il ritratto di Paola, semplice, efficace, moderno. Galleria Circolo Sardegna.
(a. gr.) - L'Unità
2-2-1973
La pittura del Minnella è di un cromatismo non spavaldo,
anzi fatto di tinte quiete, ma chiaramente descrittiva, tanto quando
vuol rendere il paesaggio come quando vuoi fermare sulla tela un mazzo
di fiori; ma dove riesce a nostro avviso più convincente,
più personale, è nei fiori; rendere la cerea consistenza
di una corolla, riuscire a cogliere un'armonia di colori da un mazzetto
di fiori di campo, di alcuni cardi di bosco, di un ramo fiorito appena
destatesi in primavera, con pennellata disinvolta e pure attenta alla
forma e alla grazia del fiore, non è facile, e il Minnella vi
riesce bene.
I paesaggi sono visti
attraverso una interpretazione sua particolare di effetti di cielo e di
luce, tuttavia reali e credibili anche quando vi mette un tanto di
fantasia.
Ci convincono un po' meno i ritratti e certe radici contorte,
concessione alla stranezza di certe forme di natura, potrebbe
continuare per una "serie infinita di pezzi, senza dir nulla di nuovo e
di sinceramente emotivo.
Un'arte insomma, quella del Minnella, concreta, ancorata alla tradizione, ma con linguaggio attuale, giovanile, valido e fine.
Gamar su La Famèja Bulgnèisa n.2, Febbraio 1980
Dalla pittura al disegno all'incisione: c'è di tutto in
questa mostra perfin troppo gremita. Forse una scelta un pò
più coraggiosa avrebbe giovato a porre in risalto i singoli
settori cui si dedica, con uguale passione, il non più giovane pittore
bolognese. E c'è da dire che alcuni ritratti, proprio per un
attento scavo psicologico, sono pezzi di bravura; come gli ultimi
paesaggi con radici, distaccandosi dalla rappresentatività, si
inoltrano in una dimensione metafisica tutt'altro che disprezzabile.
Il Resto del Carlino 19.3.1980
Con le opere del suo ultimo periodo di lavoro Umberto Minnella
ha riproposto nella galleria « Portici » di Bologna, un
pronto, comunicativo itinerario di marine e paesaggi, di figure e
fiori. Attesi, naturali incontri di orizzonti, vegetazioni, oggetti,
volti che il pittore concittadino scandisce con sicuro impianto grafico
e cromatico, oppure avvolge con atmosfere, luci ammorbidite.
Scorrevoli composizioni di barche, spiagge solitàrie, colline
bolognesi, dove, Minnella, raggiunge, attraverso una felice eleganza di
forme, intensità, felicità tonale; agili « cardi di
montagna » tracciati con vivacità, dipinti con emotivi
strappi di colore.
Alle numerose tele, ai bozzetti,Umberto Minnella, ha aggiunto, disegni, litografie, acqueforti.
Spesso, il ripetersi tematico dei quadri, e nella rapidità del
segno, degli effetti chiaroscurali, l'apporto di convincenti bene
assimilati mezzi tecnici.
Luciano Bertacchini Trasmisione Rai regionale del 21.3.1980
Dal pennello di Umberto Minnella (galleria « Il Crocicchio
») prendono forma fiori umidi, che emanano mestizie di muffa e
solitudini di cose dimenticate. Ma improvvisamente qualche rosa.
ribelle all'oscurità di angoli non frequentali, si accende
insospettata nel calore di una luce gentile; e al contrario qualche
giallo acido modula di freddi brividi la corona dei petali
Il Giornale d'Italia 31.1 1.2 1970
Alla Galleria Comunale «Voltone Molinella » in Faenza espone il pittore UMBERTO M1NNELLA di
Bologna, che presenta una serie di opere floreali che si richiamano ad
un linguaggio di primo novecento, allorché il decorativismo
marciava di pari passo con l'imperante stile « liberty »,
assai di moda negli eleganti salotti culturaili. Il Minnella presenta
anche paesaggi in chiave moderna e nature morte di un certo impegno.
Alieno da ogni forma cerebrale, l'artista bolognese ha impostato la sua
'pittura secondo un "cliché" di gusto piacevole, che non tiene
conto di astruse ricette, ma conserva la sobrietà dei nostri
pittori del passato.
Il piccolo (Settimanale faentino) n.8 del 27.2.1971
Umberto Minnella ha inteso presentarsi con una raccolta di lavori che
in qualche modo provengono da fasi anteriori della propria
attività; ha portato oli, tempere e opere grafiche, evidenziando
il figurativismo esercitato con senso naturalistico. Non mancano
presenze di figure e ritratti, valendosi di un impressionismo contenuto
in fusioni dei colori che non lasciano niente all'improvvisazione,
avvertendosi l'intendimento di ottenere un'efficacia estetica.
Otello Martinelli su La Vernice n.3/4 1980
Minnella ha un curriculum artistico molto consistente anche se, fino a
nove anni fa si occupava di tutt'altro lavoro. La sua passione per la
pittura risale alla sua prima giovinezza e lì era rimasta ad
attendere che egli si ricordasse di lei, iniziasse a dialogare
col mondo per mezzo diquelle qualità a lungo tenute nascoste,
così rare al giorno d'oggi.
Minnella conquista subito per i colori che sa donare ai suoi fiori,
alle sue figure, alle nature morte. Ha esposto di recente una
sessantina di quadri, dall'analisi dei quali si delineano le varie fasi
della sua arte, scaturita da una passione profonda alimentata da una
fervida attività.
Quest'ultima inizia prestissimo, mentre tutta la città dorme e
apre il colloquio del pittore con i colori e con il giorno che a poco a
poco avanza.
Il suo è un verismo eccezionale, scevro da infingimenti e ricco
di quelle trovate che solo un appassionato profondo conoscitore dei
mestieri della vista sa accostare.
Come nelle donne di Campigli, i tratti fisionomici delle figure di Minnella sono così reali e sciolti da sembrare vivi.
I fiori, tantissimi fiori dai colori svariati costituiscono come s'è detto
uno dei suoi temi principali.
Gli domando se li ama molto e mi risponde di sì, ma non
eccessivamente come si potrebbe credere. Li dipinge perché gli
piacciono e perché vuole, esprimere la sua riconoscenza alla
loro bellezza; alla bellezza vsllutata dei petali, alla ricchezza di
vita di una foglia. I suoi soggetti sono dipinti su sfondi ottenuti da
un originale impasto cromatico.
E' dai colori che prende vita la pittura di Minnella, dai colori
così sapientemente accostati, dalle sfumature particolari che,
come tante note musicali si infrangono sulla tela dando l'impressione
di una cascatadi melodie colorate.
Maria Verzeletti su Scena Illustrata n.67, Marzo 1973
Umberto Minnella l'artista dei colori
"Lei deve amare molto i fiori, li dipinge in tutte le sfumature; nei coloi più veri, con un realismo eccezionale "?
"Sì amo i fiori", risponde Minnella,"ma non cosi
appassionatamente, un fiore è molto più genuino di
qualsiasi altra cosa, vellutato, colorato, sereno, il volto di una
donna (ne faccio molti come vede) è meno percettibile, alle
volte sfugge e il riproporre sulla tela le sembianze (vere) di un
soggetto vivo risulta un poco drastico".
La pittura di Umberto Minnella (che ha sempre lavorato in altro campo e
da nove anni soltanto dipinge) è qualche cosa di toccante,
profondo, un figurativo che rende reale con un metodo particolare. Crea
gli sfondi delle sue tele e sono rari, realizzati con sapiente maestria
tutta personale.
Minnella un artista che conquista immediatamente per la tematica del suo dipingere, una tecnica vera, sfumata, poetica, lirica.
M. V. su La settimana a Bologna 20-26.1.73
Si è conclusa la personale di U. Minnella, composta di
numerosi dipinti, opere grafiche e disegni offrenti un panorama
completo dell'attività di questo pittore che ha una sua ben
precisa connotazione nel contesto del figurativismo bolognese attuale.
L'opera pittorica di Minnella — impegnata anche in quadri di
notevole formato — si svolge su di una gamma di toni blandi, a
volte soffusi, mutuando dalla natura e dalle immagini reali la
suggestione di momenti magici proposti con inconsueta vena poetica.
Alla Ribalta del 3.3.1980
Nato a Lecce il' 20 gennaio 1913. Fin dall'infanzia risiede a
Bologna, in via Di Frino 16, dove svolge la sua attività.
Inizialmente autodidatta, segue poi gli insegnamenti di un artista di
notevole valore: il prof. Ferdinando Silva. Frequenta in seguito la
scuola d'arte grafica, allievo di Dino Zuffi. Tratta la figura, il
paesaggio, i fiori, aderente ad una tematica di immediata
leggibilità di forme, con intonazione moderna e personale. Nel
1970 presenta una sua «personale» alla galleria «II
Crocicichio» di Bologna e nel 1971 alla Galleria Comunale di
Faenza, riscuotendo larghi consensi di critica e di pùbblico.
Nel gennaio scorso al Circolo Culturale del Centro Regione sarda in
Bologna, è stata allestita una mostra riassuntiva della sua
attività
Qui Bologna del n.7 15-21.2.1973